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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Oratorio del SS. Sacramento

Oratorio del SS. Sacramento

Piazza Madrice

Secondo fonti bibliografiche l'oratorio del SS.mo Sacramento (U ratò), ubicato accanto alla chiesa madre, fu costruito nel 1654 per opera di Ignazio Amico, data in cui fu fondata l'omonima confraternita documentata già nel 1626. Tuttavia l'edificio fu visitato dal Vescovo di Agrigento soltanto nel 1733. Nella cripta venivano sepolti i confrati.
Nel 1838 fu demolita la volta, secondo la relazione redatta dall'ing. nisseno Giovanni Lo Piano.
Nel 1926 una descrizione degli arredi sacri testimonia che la chiesa custodiva il Cristo morto nell'urna con il dipinto dell'Addolorata con San Giovanni Battista e la pia donna come fondale, la statua di Gesù Bambino, opera del Bagnasco; i dipinti raffiguranti due Angeli portatori degli strumenti della passione di Cristo; un dipinto dell'Addolorata, S. Giovanni, Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea; il Transito di San Giuseppe di Michele Butera, e la Vergine Assunta di Raimondo Butera. Le due statue di S.Isidoro agricola (in cartapesta) e la Madonna delle Grazie. Sull'altare maggiore campeggiava la Crocifissione del 1907, copia di Rubens di Egidio Amico Roxas, proveniente dalla chiesa madre. Era conservata anche un'antichissima Via Crucis su lastre di zinco.
Dell'originario edificio sei-settecentesco non rimane nulla in quanto il 26 aprile del 1965 l'oratorio e l'attigua chiesa madre furono chiusi al culto per salvaguardia della pubblica incolumità a causa dei danni riportati in seguito a una frana che interessò anche l'attigua chiesa madre.
L'oratorio, danneggiato dal crollo della volta, venne demolito e ricostruito in struttura in cemento armato. La facciata fu costruita su progetto dell'architetto nisseno Francesco Fiandaca.
Una foto dei primi anni del Novecento, mostra il fronte principale, rettangolare con cella campanaria in asse al portale a sesto ribassato, sormontato dall'occhio lobato con cornice mistilinea modanata.
Tale fronte è stato demolito negli anni Settanta e sostituito da un prospetto moderno con coronamento seghettato sormontato da una cella campanaria. Nel 2010 l'oratorio è stato demolito e ricostruito, secondo il progetto degli architetti Enrico Maria Marchese e Giovanni Crisostomo Nucera. Con la recente demolizione l'edificio è stato arretrato rispetto al filo della chiesa madre e, in posizione leggermente rientrante, è stato ricostruito lo schema originario del prospetto con conci di pietra di Comiso.
Oggi, la chiesa ospita la scultura del Cristo morto, proveniente dalla chiesa madre, solo nei giorni della Settimana Santa.

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