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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Oratorio del Cristo biondo

Oratorio del Cristo biondo

In una terrazza mediana della costa orientale di Cava S. Mauro, si hanno i resti di un interessante oratorio facente parte dell’antica città medievale di Lentini dovuto a una comunità di eremiti che qui vivevano in completo ascetismo.Un sito rupestre di epoca bizantina presumibilmente un eremo in cui è collocata la caverna artificiale che al suo interno ospita la cosiddetta “Chiesa del Cristo Biondo”. Visitare la chiesa è un po’ complicato vista la sua posizione orografica. L'oratorio si trova in un’area colma di varie cavità riutilizzate anche nei secoli successivi come ovili fortificati e molte di queste aree sono ancora all’interno di antichi terrazzamenti. Gli alloggi grottali sono allineati per alcune centinaia di metri lungo la stessa terrazza e consistono di cameroni con soffitto piano delle tipologie lentinese più comuni.
Della chiesa si conserva una stanzetta absidata ma si hanno palesi indizi dell’esistenza di un’altra camera più esterna con funzioni di atrio. L’ambiente superstite ha facciata pressappoco trapezia e soffitto a forma di volta a botte ribassata. L’abside, posta nella parte di levante, ha buona planimetria tonda e profilo d’alzato a sesto acuto.
L’oratorio era in gran parte affrescato. Nella conca absidale e’ ancora possibile vedere il volto di un Cristo Pantocratore in giovane età con capelli biondi, da cui il nome, secondo un modello di importazione orientale che rappresentava il Cristo in figura di apollineo adolescente. Non si sa se sia stata una raffigurazione voluta oppure un cambiamento del colore utilizzato dovuto alle condizioni climatiche che si sono susseguite durante i secoli. Sta di fatto che è una delle poche raffigurazioni rupestri altomedievali (se non l’unica al mondo) il cui “Cristo” è raffigurato con i capelli biondi. Inoltre parti di un angelo e varie lettere a caratteri gotici ormai prive di senso. Nella parte laterale sinistra dello scomparso vano si contano ben quattro strati sovrapposti di dipinti bizantini post-arabi, ma nulla si riesce a distinguere dei soggetti. Siffatti affreschi si riscontrano pure nelle pareti laterali della saletta interna.
Si tratta di un organismo sorto probabilmente nel XIII secolo. A questa età, infatti, sembrano rimandare gli elementi architettonici e le pitture della conca absidale.
Dimensioni: Vano esistente - larghezza media: mt 3.00; profondità: mt 3.75; il notevole interramento non consente che si possa rilevare una sia pure indicativa misura d’altezza. Abside - larghezza: mt 2.15; profondità: mt 1.45

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