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Museo della valle Eleuterio
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::Museo della valle Eleuterio a Marineo » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Museo della valle Eleuterio

Museo della valle Eleuterio

Piazza Castello
Piantina

Il museo raccoglie le testimonianze più significative sui centri archeologici individuati nella valle dell'Eleutero che fin dall'antichità costituì una realtà idrografica di fondamentale importanza per il collegamento tra la costa tirrenica settentrionale e l'entroterra. Materiale punico (Statuette, arule e monete), corredi funerari ellenistici (lekythoi, crateri) e tardo romani (bicchieri di vetro, monili, oggetti d'uso comune), frammenti di anfore invetriate arabe e di epoca normanno-sveva.
Ospitato nelle sale del cinquecentesco Castello Beccadelli Bologna di Marineo, intende raccogliere le testimonianze storico-archeologico, artistiche e documentarie dell'intero comprensorio territoriale, le cui peculiarità morfologiche e naturalistiche determinarono certamente, nel corso dei secoli, un'intensa antropizzazione dell'area che diede vita a molteplici manifestazioni culturali ancora oggi apprezzabili.
Nel territorio rimangono labili tracce per quanto riguarda l'età preistorica, mentre più consistente appare l'occupazione in epoca arcaica, certamente in connessione con la fondazione delle colonie puniche costiere - Panormos e Solunto, poste rispettivamente ad Ovest e immediatamente ad Est della foce dell'Eleuterio - e con il processo di ellenizzazione avviato nell'entroterra dalle colonie greche della costa settentrionale(Himera) e meridionale (Selinunte, Agrigento, Gela). Tra i siti di maggiore rilievo si ricordino quelli di Monte Porcara e Pizzo Cannita, entrambi situati nell'area del basso corso dell'Eleuterio (Sala II).
Ad una contrazione del popolamento nel pieno V sec. aC., seguì, tuttavia, un nuovo periodo di floridezza durante l'età ellenistica prolungatosi, probabilmente, anche dopo la conquista dell'isola da parte dei Romani. Solo pochi insediamenti sono, invece, riferibili all'età romano-imperiale anche se l'indagine archeologica ha portato alla scoperta di una testimonianza di eccezionale valore storico e documentario relativamente all'età tardo-romana: si tratta di un vasto cimitero sub divo sito di Contrada S.Agata - a circa trenta chilometri a Sud di Palermo, tra Piana degli Albanesi, da cui dista 9 Km, ad Ovest e la Rocca di Marineo ad Est - di cui sono state indagate circa 250 tombe fittamente addensate, i cui corredi funerari, deposti all'interno della tomba presso la testa e le spalle dell'inumato, comprendono numeroso vasellame di vetro, lucerne e oggetti di orna mento in metallo (Sala III).
Anche in età medievale il territorio di Marineo risulta densamente abitato, come attesta la fitta rete di villaggi e masserie che si distribuiscono intorno ai più ampi insediamenti d'altura.


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