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Maria SS. della Grazia del Collegio di Maria
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Maria SS. della Grazia del Collegio di Maria

Maria SS. della Grazia del Collegio di Maria

Via Tumminelli,36



Cronologia delle principali fasi costruttive
1627: La chiesa denominata anche "abatiola" viene citata nel liber baptizatorum et mortuorum della cattedrale di Caltanissetta; probabilmente la sua edificazione può attestarsi ai primi anni del secolo. 1730: Il sac. Antonio Gibiino acquista all'asta, per 120 onze, alcuni caseggiati diruti di proprietà della chiesa, con l'obbligo di riedificarli entro tre anni; dagli atti si evince che anche un muro della chiesa era pericolante;
1745: Il canonico Riva cede metà della sua casa, adiacente la chiesa, per la fondazione di un istituto per religiose denominato "Collegio di Maria";
1825: Viene edificato il secondo piano dell'Istituto grazie alla generosità del Ciantro Vincenzo Barile;
1919: La chiesa grazie alle donazioni del barone Trabonella e del conte Gaetani d'Oriseo viene restaurata con il rifacimento della pavimentazione e la collocazione di una balaustra marmorea.

Storia
Non si hanno dati certi intomo alla fondazione della chiesa, possiamo solo ipotizzare che essa venne realizzata quando la città, alla fine del XVI secolo, iniziò ad espandersi oltre il circuito murario che la cingeva; la chiesa si trova infatti ubicata in un sito che funge da cerniera tra la "città vecchia" e la nuova espansione cinquecentesca.
Con la rovina delle vicine chiese di San Silvestro e del Filiere i quadri del Santo e della Madonna degli Angeli furono trasferiti all'Abatiola . Il parroco Riva fu il principale benefattore della chiesa ed il fondatore del Collegio di Maria, voluto affinchè giovani donne potessero ricevere un'educazione religiosa unitamente alla cura dei lavori domestici. Riva, nel suo testamento del 1747 assegna 100 onze annuali al Collegio, 80 per il mantenimento agli studi di otto fanciulle e due converse e 20 per il cappellano che doveva celebrare giornalmente la messa.
Ulteriori 100 onze annuali furono legate all'Istituto dal barone Vincenzo Morillo di Trabonella, Nel 1871 il Ministero della Pubblica Istruzione dispose con un decreto, il passaggio, sotto la propria dipendenza, dei beni del Collegio di Maria. Contro il citato decreto si oppose il Vescovo, Mons. Guttadauro, che ottenne dal Tribunale Civile la restituzione delle proprietà del Collegio ed il riconoscimento di Opera Pia.

Posizione
Lo slargo delimitato dalle vie Paolo Emiliani Giudici, Saetta, Giannone, Tumminelli e San Domenico, sul quale prospetta la chiesa, probabilmente in origine era più ampio e verosimilmente potrebbe identificarsi con "la piazza d'abasso" che nei documenti seicenteschi viene spesso citata in prossimità del vecchio carcere, nella quale era ubicata un'antica fonte d'acqua. Oggi in realtà lo slargo non ha più alcuna funzione di "piazza" poiché costituisce uno snodo viario alternativo al corso Vittorio Emanuele, con notevole traffico veicolare e parcheggi indiscriminati.

Descrizione
L'Istituto, pur inglobando le antiche fabbriche è stato quasi interamente ricostruito pertanto non riveste più alcun elemento di interesse storico-architettonico. La chiesa, esternamente, presenta un prospetto che indubbiamente non è quello originale, con colonne binate a sostegno di un timpano triangolare, sopra il quale si eleva la cella campanaria. Internamente, pur con il rifacimento della volta, decorata con stucchi, mantiene ancora alcuni elementi architettonici interessanti. L'altare maggiore e quelli laterali sono inquadrati da lesene; colonne con capitelli in stile eclettico sostengono un alto cornicione in gesso, variamente modanato. Pregevoli arredi in legno si conservano all'interno.





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