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::Maria SS Addolorata a Lipari » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Maria SS Addolorata

Maria SS Addolorata


Ubicata nella Rocca del Castello di Lipari, la chiesa di Maria Santissima Addolorata o chiesa della Vergine dei Dolori, sorge nel primitivo quartiere Sant'Andrea adiacente alla direttrice principale dell'acropoli decumano, nella porzione d'area compresa tra la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a N - W e la chiesa di Maria Santissima Immacolata a S - W.
In questo quartiere di Sant'Andrea esistevano tre oratori o cappelle contigue.
- Cappella dei Sette Dolori o della Santissima Resurrezione, detta anche della Soledad o della Pietà o della Addolorata, costruita dai militari iberici aragonesi nel XIV secolo. Le confraternite della Soledad, costituite da gentiluomini borghesi e da militari aragonesi - spagnoli, nutrivano una profonda avversione nei confronti del vescovo di Lipari, percettore delle quote censuali, delle decime sui prodotti agricoli e unico in tutta la Sicilia a non riconoscere l'Apostolica Legazia, per tanto, la cappella divenne un luogo di culto autonomo in contrapposizione alla cattedrale.(Corpo di fabbriche a sinistra).
- Cappella di Sant'Andrea d'epoca medievale (XV secolo) in seguito dedicata alla Immacolata Concezione. Infine sostituita dalla chiesa di Maria Santissima Immacolata.(Corpo di fabbriche centrale).
- Cappella di Sant'Antonio Abate (XV secolo) in seguito dedicata alla Madonna Vergine Santissima dell'Itria.(Corpo di fabbriche a destra).
Violati ed incendiati dai turchi nella ruina o Sacco del 1544 i tre tempietti,in epoca spagnola, furono prontamente restaurati. Nel corso del secondo cinquecento e, per tutto il seicento, la cappella della Soledad, restaurata nel 1563, continuò ad essere la chiesa dei militari e dei nobili del paese, i quali osteggiavano il vescovo per la sua politica fiscale.Posta sotto la giurisdizione reale nel 1686, i cappellani erano nominati solo dal viceré di Sicilia.
Nel 1699 il vescovo Girolamo Ventimiglia, nel tentativo di recuperare la giurisdizione sulla Regia chiesa della Soledad, unì quest'ultima alle due cappelle a essa contigue, realizzando un unico luogo di culto, denominandolo chiesa dell'Addolorata. Il tentativo fu assolutamente vano, anzi sortì l'effetto di sfregiare e lasciar sfigurate le tre vecchie cappelle da intonaci e stucchi che seppellirono affreschi prerinascimentali.
In epoca borbonica, fu il vescovo Giovanni Maria Visconte Proto ad ottenere da Ferdinando II, re delle due Sicilie, il rientro della chiesa sotto la giurisdizione dei vescovi con decreti reali del 1852 e del 1855.
Nel corso dei recenti restauri sono stati rinvenuti affreschi frammentari e tolti orpelli e stucchi commissionati dal vescovo Ventimiglia.
L'interno presenta eleganti decorazioni in stucco realizzate fra XVII secolo e il XIX secolo. Nella controfacciata è installata la cantoria lignea e l'organo della metà del Settecento, attribuito al liparese Emanuele Bongiorno.In vari ambienti delle tre cappelle stazionano e sono custodite le vare processionate durante i riti penitenziali e devozionali del Venerdì Santo.
Nell'altare della Presentazione è collocata la tela raffigurante la Presentazione di Gesù al Tempio con Simeone il Vecchio la profetessa Anna di Girolamo Alibrandi. Originariamente il dipinto apparteneva alla chiesa della Purificazione detta dei Bianchi (sostituita al presente dalla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria). L'opera è ispirata ad un analogo capolavoro di Giorgio Vasari, a lui commissionato per la chiesa di Sant'Anna dei Lombardi, datato al 1545.
Nell'unica navata troviamo lateralmente:
- la Cappella dell'Ecce Homo. Manufatto in legno intagliato e dorato del tardo Seicento, sulla mensa è custodito il simulacro dell'Ecce Homo.
- la Cappella del Crocifisso. Manufatto in legno intagliato e dorato del tardo Seicento, incornicia il dipinto raffigurante il Compianto della Maddalena, opera di Federico Barocci.
Nell' Altare maggiore, sulla mensa la statua dell'Addolorata, simulacro ligneo abbigliato.
Altre opere documentate:
- un dipinto di Sant'Onofrio, opera di Giovanni Barbera del 1743 recante l'iscrizione "JOVANNES BARBERA MESS. FACIEBAT ANNO DOM. 1743".
- un dipinto di Santa Teresa d'Avila.

Nel 1613, figurano per la prima volta le Confraternite di Santa Maria dell'Itria e di Maria Santissima Addolorata o della Soledad o della Pietà, formata solo da componenti maschili.
Quest'ultima su impronta della congrega madre di Siviglia e della confraternita nata nel 1590 a Palermo nell'antica chiesa di San Demetrio di piazza Vittoria, oggi attestata presso la chiesa di San Nicolò di Tolentino, si prefiggeva l'incremento del culto dell'Addolorata, potenziamento dell'omonima confraternita, solennizzare le festività liturgiche in forma autonoma in concorrenza con le due vicine cappelle a discapito della chiesa cattedrale. Dall'istituzione e fino al termine della dominazione spagnola, sodalizio posto sotto l'egida degli spagnoli, che lo istituirono e che avevano il privilegio, attraverso il viceré di Sicilia, di nominare il proprio cappellano. La confraternita dell'Addolorata annoverava i signori della cittadella, i nobili del posto, spesso in conflitto con il potere temporale del vescovo. Disciolta durante il corrispettivo periodo della rivoluzione francese, la Confraternita fu ripristinata dal vescovo Giovanni Maria Visconte Proto nel periodo 1839 - 1844.

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