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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa di Santa Maria della Guardia

Chiesa di Santa Maria della Guardia

Piazza Stella Aragona,4



Il feudo di Borrello fu costituito nel XIII secolo e faceva parte delle terre di Malpasso, a loro volta comprese nella Contea di Paternò. In questo territorio si sviluppò il casale de La Guardia, in cui, tra l'altro, si ritirò la regina Eleonora d'Angiò, facendo costruire una masseria fortificata, di cui ancora rimangono tracce. Secondo alcuni studiosi, in origine su questo territorio dovette essere presente una chiesa dedicata a San Biagio, che è tutt'ora molto venerato. L'eruzione del 1669 distrusse in parte il casale e gli abitanti, dovendo sottostare agli obblighi feudatari, si trasferirono nel nuovo abitato di Fenicia Moncada, che raccolse tutti i profughi delle terre di Malpasso. Alcuni dei vecchi abitanti de La Guardia chiesero, però, il permesso di poter ricostruire un nuovo abitato nei pressi del vecchio. Il permesso fu concesso ufficialmente nel 1685, ma già negli anni precedenti si era iniziata l'edificazione del nuovo borgo, che fu denominato Stella Aragona.
Già nel XIV secolo, sembra fosse molto popolare in questo territorio il culto della Madonna, grazie alla presenza di una cappella costruita in ricordo di una apparizione avvenuta nel 1235. Sicuramente la cappella esisteva nel 1618, in quanto vi si stabilì la confraternita del SS. Sacramento e si hanno notizie certe dell'antico edificio religioso nel 1656, quando i rettori chiesero al vescovo il permesso di ampliarlo. La chiesa è citata anche in un documento del 1590, mentre dovrebbe risalire al 14 7 1635 l'erezione sacramentale. Andata distrutta insieme al borgo nell'eruzione del 1669, in occasione della fondazione di Stella Aragona fu ricostruita da Don Melchiorre Rapisarda nel 1680 nello stesso luogo dove sorge quella attuale. Con molta probabilità questo edificio subì seri danni dal terremoto del 1693. I danni dal terremoto del 1693, comunque, furono prontamente riparati, tanto che la chiesa fu nuovamente eretta a filiale autonoma il 4 giugno 1728 dal Vescovo Raimondo Ruby.
Alla prima metà del XVIII secolo dovrebbe datare con grande probabilità la fondazione del tempio attuale. I lavori proseguirono per tutto il XIX secolo e per buona parte del XX.
Nel 1926 fu completata la cappella del SS. Sacramento, mentre il campanile fu costruito nel 1933 al posto di uno precedente, risalente all'incirca al 1750. Nel 1940, grazie all'impegno del parroco Domenico Motta, si iniziò una nuova stagione di lavori, che, durata fino al 1946, vide il completamento degli interni con la realizzazione di parte degli intonaci e delle decorazioni e con la costruzione di alcuni altari. All'esterno, invece, si completò la facciata, che era rimasta senza intonaco dall'epoca del termine dei lavori di costruzione, avvenuta, presumibilmente, intorno alla seconda metà del XIX secolo.
La chiesa è stata eretta in parrocchia il 21 06 1926.

Descrizione
La competizione tra i borghi delle terre di Malpasso, quelli che adesso invece costituiscono i diversi quartieri della moderna Belpasso, è sicuramente alla base della grandiosità del tempio dedicato alla Madonna della Guardia.
Malgrado l'antica chiesa fosse da tempo immemore meta di pellegrinaggi, infatti, proprio la pretesa di avere una propria chiesa madre è probabilmente alla base della scelta della pianta basilicare nell'opera di ricostruzione posteriore al sisma del 1693, nonostante il fatto che, all'epoca, il borgo di Stella Aragona avesse un numero ridotto di abitanti.
L'edificio sacro, ricco di opere d'arte, è stato innalzato, quindi, soprattutto grazie all'impegno dei fedeli della zona e, in primo luogo, dei diversi parroci, tutti intenzionati, sia a glorificare con la loro opera la Vergine Maria, che ad aumentare il prestigio del proprio borgo. Facciata a tre partiti con la parte centrale a due ordini e giacitura convessa con torre campanaria annessa al lato destro. Spazio interno a prevalente sviluppo longitudinale suddiviso in tre navate absidate. Volumetria prismatica a pianta rettangolare.
L'impianto planimetrico della chiesa si sviluppa seguendo la tipologia basilicale a tre navate. La navata centrale si conclude con l'altare dedicato alla Madonna della Guardia, che ospita la "cameretta" dove è custodita la preziosa statua della Madonna, realizzata nel 1710. La navata sinistra, invece, è conclusa dall'altare del SS. Sacramento. Una porta nella navata destra conduce al salone parrocchiale e alla sagrestia.
Le decorazioni degli interni sono state realizzate in diversi periodi, ma riescono ad ottenere un grado ottimale di omogeneità su cui prevale lo spirito eclettico degli inizi del Novecento, quando furono restaurate le decorazioni esistenti e completate quelle mancanti, soprattutto nelle navate. L'interno è scandito da un partito in stile composito, le cui membrature sono sottolineate da pregevoli dorature. Di gusto eclettico sono anche le pitture inserite nelle volte, realizzate su un mosaico di tessere dorate. Pregevoli, seppur non particolarmente antichi, risultano i dipinti che adornano gli altari laterali.
La facciata, eccezion fatta per il campanile, denota delle caratteristiche architettoniche di gusto Tardobarocco, particolarmente evidenti nella convessità delle forme, che ottengono una notevole carica di maestosità per la fabbrica, anche grazie al fatto che l'intero edificio è realizzato su un elevato podio collegato da una scalinata con la via sottostante. Il campanile è stato completato nel 1933 e sostituisce quello precedente, ricostruito a partire dal 1750. Lo stile architettonico del campanile è sicuramente quello eclettico e, nonostante la differente epoca di realizzazione riesce ad integrarsi con la facciata tardobarocca.
L'edificio è realizzato con muratura portante in blocchi di pietra lavica e malta. Le navate sono coperte con volta reali.
Negli anni '70 del XX secolo) è stato realizzato l'altare in marmo riutilizzando pezzi del vecchio altare tridentino e l'ambone con una struttura mobile in legno e metallo.



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