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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa di San Silvestro

Chiesa di San Silvestro


Sorge nello stesso luogo dove fu rinvenuto nella seconda metà del XIII secolo d.c., in circostanze miracolose, il corpo di San Silvestro monaco, patrono della città di Troina. La chiesa domina un grande spiazzale con un'imponente facciata a tempio.
Secondo gli scritti di Padre Giacinto da Troina la Chiesa fu completata e consegnata alla locale Fratellanza di San Silvestro nel luglio del 1436. In precedenza nello stesso luogo esisteva la Chiesetta di San Bartolomeo, che insieme alla grotta in cui fu rinvenuto il corpo del Santo venne incorporata nell'attuale basilica di San Silvestro. La chiesa subì un crollo durante il terremoto del 1693 e il complesso venne ricostruito grazie al concorso economico della Confraternita di San Silvestro.
La veste attuale della Chiesa è quella dei restauri effettuati all'inizio del XIX secolo (1801), sotto Ferdinando IV, come testimonia la lapide murata sulla porta principale e un cartiglio posto sull'arco all'interno della chiesa. Durante i bombardamenti della II guerra mondiale crolla la volta della chiesa, che viene ricostruita nella sua forma attuale.
La Basilica, di aspetto solenne, è a tre ampie navate con transetto e cupola su tamburo quadrangolare. In fondo dietro l'Altare maggiore si trova il Coro di noce intagliata, in stile tardo rinascimentale. La volta della navata principale a tutto centro è sostenuta da colonne corinzie monolitiche in pietra locale.
Cartelle e affreschi nella zona presbiteriale. Le volte delle navate laterali sono a cupoline.Sagrestia rettangolare con acceso da dietro l'altare principale.
Il prospetto, in pietra locale, è di stile neoclassico con capitelli corinzi. In una cappelletta a forma di cripta, a sinistra del transetto, chiusa da un bel cancello in ferro battuto, è riposta la tomba del Patrono ricoperta da una lastra di alabastro bianco con sopra scolpita a tutto rilievo e sormontata da un baldacchino, la figura del Santo con i pollici dei piedi legati, come da usanza monastica, e un bel crocifisso sul petto. L'opera viene attribuita alla scuola del Gagini. La cappella, costruita sulla viva roccia, corrisponderebbe, secondo la tradizione agiografica, con il sepolcro del Santo. Nel 2008-2009 si eseguono lavori di manutenzione straordinaria della copertura.


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