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::Chiesa di San Rocco a Motta D Affermo » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa di San Rocco

Chiesa di San Rocco

Piazza San Rocco



Edificata nel 1657 è dedicata al Santo protettore di Motta. Il portale monumentale del 1697 (opera di G. D'Avijeni), il transetto e la cupola furono realizzati dal 1712 al 1716, insieme ai primi lavori di stuccatura. Nel 1764 iniziarono i lavori per la nuova facciata e il campanile, ultimato nel 1776. Sulle due porte più piccole, corrispondenti alle due navate laterali, si può leggere la frase che rappresenta l'orgoglio e la fede dei mottesi verso il "loro" Santo: "O FOELIX PATRIA DIGNA, TALI TANTOQUE PATRONO", in italiano "Felice la patria degna di un tale e tanto grande Patrono". Il grande architetto trapanese Andrea Gigante elaborò un progetto per gli stucchi realizzato nel 1783. Clemente Lo Cascio nel 1818 finì di stuccare la chiesa con l'ordine corinzio delle colonne. Negli stessi anni si porta a compimento anche il coro in legno.
Nel 1843 su progetto dell'architetto Ragonese fu realizzato il nuovo altare maggiore in marmo e pietre dure.
L'interno è a croce latina, a tre navate divise da 12 colonne corinzie.
Tra le tante opere d'arte conservate al suo interno si ricorda la statua del protettore San Rocco (1613-20) di Antonio Pellegrino, modificata da Francesco Li Volsi, l'Addolorata (Filippo Quattrocchi 1783), il SS. Crocifisso e altre statue e dipinti dei secoli XVII e XVIII, oltre alla statua della Madonna del Rosario di Francesco Campita del 1642, tutta rivestita in oro zecchino, conservata nella cappella di fondo alla sinistra del presbiterio. Nella cappella a destra si può ammirare la cappella del SS. Sacramento con il ciborio in legno rivestito di oro zecchino, simile a quello della chiesa madre. Da segnalare inoltre la pala d'altare "La Madonna in gloria tra i santi" di A. Mercurio (secolo XVIII) che si ricorda per le sue grandi dimensioni (6m X 3m). Antonio Mercurio è autore anche delle altre tele ed affreschi presenti nella chiesa. Tra le opere più particolari sono degne di nota anche la grande Vara di San Rocco e l'Urna di Gesù morto del venerdì Santo. L'edificio negli anni 2008-2009 è stato oggetto di un ciclo di restauri che ha riportato alla luce i colori originali della facciata e gli stucchi dell'interno. In questa occasione sono stati realizzati in pietra locale il nuovo altare ottagonale e l'ambone.




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