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Chiesa di San Francesco alla Immacolata - Catania
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa di San Francesco alla Immacolata - Catania

Chiesa di San Francesco alla Immacolata - Catania

Piazza San Francesco

La facciata della chiesa in tardo barocco catanese domina la piazza antistante su cui è ubicata. Vi si accede a mezzo di una scalinata che conduce all'ingresso. Il prospetto principale è a due ordini ed ai lati si innalzano due campanili gemelli con copertura a cupola. Il sagrato è contornato da una balaustra di marmo con statue di santi raffiguranti S. Giuseppe da Copertino, S. Agata, S. Chiara d'Assisi, S. Bonaventura da Bagnoregio.
Il complesso architettonico comprende il Convento di San Francesco d'Assisi all'Immacolata dei Frati Minori Conventuali. Il primo insediamento dei Francescani risalirebbe al 1254 presso la Chiesa di San Michele adiacente al Castello Ursino, ma fu nel 1329 che la regina Eleonora d'Angiò promosse la costruzione del Convento e della chiesa.
Il complesso rimase distrutto dal terremoto del 1693 e prontamente ricostruito venne completato nella prima metà del XIX secolo in pietra calcarea proveniente dalle cave di Melilli.
L'interno è a tre navate concluse da altrettante absidi, mentre le volte sono rette da colonne. Le navate laterali prendono luce dalle lanterne delle due cupolette dei campanili. Sono custoditi diversi arredi, dipinti e simulacri. Nella navata di destra notevole una statua lignea della Immacolata Concezione del XVIII secolo attribuita a Girolamo Bagnasco; agli altri altari tele di Giuseppe Zacco e di Giuseppe Rapisarda. Nella crociera all' intersezione con l'abside centrale, si trova una targa a ricordo della tomba della regina Eleonora d'Angiò, moglie di Federico III d'Aragona, che era sepolta in questa chiesa fino al terremoto del Val di Noto del 1693 e benefattrice del primitivo edificio. La cupola sull'abside della navata centrale venne affrescata da Olivio Sozzi con allegorie sulle virtù.
Degni di nota le monumentali cantorie lignee, il coro e l'organo nel presbiterio, rispettivamente dietro e lateralmente all'altare maggiore. Con tale organo si esercitava il giovane Vincenzo Bellini che abitava nel prospiciente palazzo Gravina Cruyllas. Sull'altare in marmo policromo, ` presente lo sportellino del ciborio è realizzato con un mosaico in lapislazzuli su una base in oro cesellato, opera di Paolo Guarna del 1574. Nella navata di sinistra l'opera più importante è una tela intitolata Salita al Calvario di Jacopo Vignerio del 1541 riproducente lo Spasimo di Palermo di Raffaello.


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