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::Chiesa di S. Giuseppe a Lipari » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa di S. Giuseppe

Chiesa di S. Giuseppe


Ubicata al termine della salita omonima, nella zona portuale di Marina Corta in Lipari, la chiesa è dedicata al culto di San Giuseppe.
In epoca aragonese è documentato il templum magnum o primitiva chiesa di San Bartolomeo alla marina, luogo dove erano state custodite le spoglie di San Bartolomeo e che il Barbarossa aveva fatto radere al suolo per collocarvi i cannoni per sparare sul Castello.
Nel luglio 1544,in epoca spagnola, l'isola fu assaltata, assediata, invasa e devastata da Khayr al-Din Barbarossa: tali saccheggi e distruzioni sono documentati come "la ruina". Il corsaro ottomano si insediò nelle strutture ipogee del templum magnum con armi da fuoco pesanti, dalla postazione sferrò un pesante attacco tramite fitto bombardamento alla rocca.
I martellanti cannoneggiamenti rasero al suolo ampie zone cittadine al punto che l'imperatore Carlo V e Papa Paolo III decretarono e predisposero l'immediato ripopolamento e la conseguente ricostruzione, sebbene la città apparisse completamente disabitata. Nel 1545 furono riedificate la stessa chiesa di San Giuseppe, la chiesa di San Pietro e la chiesa delle Anime del Purgatorio.
Il corpo della chiesa secentesca si identificava nelle strutture del magazzino adiacente all'attuale chiesa, sul lato mare. In seguito il magazzino fu adibito ad antisacrestia della nuova chiesa, sede di riunione per la Confraternita di San Giuseppe. Il 1° maggio 1626 il tempio fu eretto a filiale della cattedrale e affidata ad un cappellano per volontà del vescovo Giuseppe Candido.
Il 9 settembre 2017 un fulmine provoca il crollo parziale della cuspide del campanile. Il 9 settembre 2018 i lavori di restauro riconsegnano il prospetto al primitivo splendore, evento ricordato con una cerimonia religiosa.
L'interno è a navata unica, con altare maggiore dedicato alla Sacra Famiglia e cantoria sostenuta da due pilastri nella controfacciata, altari laterali incassati nelle arcate, decori e manufatti in stile barocco, presenta una volta a botte.

A destra troviamo:
- l'altare di San Emilio
- l'altare delle Anime del Purgatorio (1789). Dipinto raffigurante le Anime del Purgatorio.
- l'altare di Sant'Antonio (1770 mensa - 1787 sopraelevazione).
- l' altare di San Giuseppe (1789). Dipinto raffigurante il Transito di San Giuseppe.
a sinistra:
- nella prima arcata: l'altare del Rosario (1788).
- nella seconda arcata: l' altare di S. Rita
- nella terza arcata: la Cappelletta della Madonna di Lourdes. Rappresentazione della grotta di Lourdes.
- nella quarta arcata: Altare del Crocifisso. Crocifisso.
Altre opere documentate:
Sacra famiglia, dipinto di Filippo Tancredi.
San Girolamo, dipinto documentato

Al 1754 risale la fondazione della Confraternita del Santissimo Sacramento e San Girolamo. I congregati vestivano l'abito di rappresentanza, quando accompagnavano il Sacramento viatico agli infermi. Disciolta durante il corrispettivo periodo della rivoluzione francese, la Confraternita di San Giuseppe fu ripristinata dal vescovo Giovanni Maria Visconte Proto nel periodo 1839 - 1844.

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