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Chiesa dei Frati Cappuccini

Chiesa dei Frati Cappuccini


La Chiesa dei Frati Cappuccini (consacrata a "Santa Maria dei Pericoli") e l'adiacente Convento sorgono presso la Piazza dei Cappuccini, spiazzo denominato anche Largo delle Latomie,che si affaccia sia sulla limitrofa "Latomia del Cappuccini", (così detta perché adoperata dai frati come orto e giardino) sia sulla Balza Acradina, sia sulla costa settentrionale della città aretusea.
Questi edifici sacri vennero edificati nel 1583 per volere del allora Vescovo di Siracusa Monsignor Beccadelli che volle ospitare la comunità cappuccina dentro un Convento adatto alle loro esigenze. Sotto la chiesa, di stile spagnolesco e dedicata alla Madonna dei Pericoli, furono scavate le catacombe per seppellirvi i cadaveri dei religiosi. Il prospetto della chiesa, contiguo al convento, si affaccia su uno spazio recintato, ricavato dall'antico fossato di protezione, sorto per difendersi dalle incursioni piratesche. Proprio per questo la parte inferiore non recava aperture ed il convento era dotato di ponte levatoio. Nel 1604 i frati ottennero pure l'uso di un cannoncino che fu posto sulla loggia del convento. Col passare dei secoli il fabbricato del convento subì molte vicissitudini: nel 600 venne adibito ad ospedale in cui erano ricoverati gli appestati e i malati di mente; fu persino stazione dei doganieri ed anche ad osteria.
Nel 1693 venne danneggiato dal terribile terremoto che l'11 Gennaio di quell'anno seminò distruzione a Siracusa e nei territori limitrofi. Nei primi anni del 1700 il Convento e la Chiesa dei Cappuccini vennero ricostruiti nella forma originale in cui vennero eretti nel 1583.
La facciata
La facciata della Chiesa (interamente in pietra iblea) presenta uno stile architettonico sobrio ed elegante allo stesso tempo. Il portale d'ingresso, di forma rettangolare, è inquadrato da una serie di eleganti pilastrini che sorreggono un travone recanti eleganti greche scolpite con la tecnica del bassorilievo. Una lapide con epigramma inneggia alla Madonna dei Pericoli. Sopra il portale vi è collocata una "Meridiana", un orologio solare che indicata le ore del giorno attraverso il posizionamento del sole. La parte superiore comprende la rettangolare finestra della Cantoria in stile semplice. mentre la copertura a capanna, sulla cui sommità è la croce in pietra, viene interrotta sulla destra da una semplice cella campanaria con arco riquadrato. Anche la facciata del convento si presenta piuttosto semplice e si intravedono ancora le linee originali.
L'interno
L'interno della Chiesa possiede un'unica Navata caratterizzata da una bella Volta a "botte" con archivolti decorativi, che prende luce da un finestrone sopra il portale e da finestrelle alte a strombo. Nel vano che ospita l'altare vi sono due finestre con vetrate a croce, blu.
Stupenda la Cantoria lignea. Le pareti lareali recano un Pulpito ligneo del settecento e quattro altari votivi in stile barocco.
In essi troviamo, partendo dalla destra di chi entra: una statua del Cuore di Gesù, una tela con S. Lucia ed un'altra con la Madonna fra i santi. A sinistra della Navata, una statua di S. Antonio di Padova, la tela raffigurante la "Sacra Famiglia" , poi un pulpito con baldacchino, insigne documento della scultura lignea siciliana, ed un quadro della Sacra Sindone.
Qui possiamo ammirare anche alcuni monumenti sepolcrali in cui sono sepolti il governatore di Siracusa Giovanni Solariega (morto nel 1699), i coniugi Rinaldo Borgia Capece Minutolo (Marchese di Terresena, feudo ubicato presso Catania) e Gaudenzia Di Stefano (Marchesa del feudo di Cutolia, anch'esso ubicato vicino Catania), e infine Giuseppe Gargallo (Marchese del feudo di Priolo, che in seguito venne elevato a rango di "città" con il nome di Priolo Gargallo, in onore del suo feudatario). Nella Navata vi sono anche tavole lignee raffiguranti "Le Stazioni della Via Crucis".
In alto il coro ligneo, sottratto alla vista dei fedeli, era il posto dove i frati pregavano e cantavano.
La zona presbiteriale è separata dalla navata da tre arcate, quella centrale più ampia, incorniciata da colonne ioniche poste su un alto basamento, sorreggenti una trabeazione merlata. L'arco trionfale è sormontato da uno stupendo bassorilievo raffigurante lo stemma araldico dell'Ordine dei Cappuccini coronato da un timpano spezzato recante eleganti pinnacoli a coppa intarsiati con bassorilievi raffiguranti motivi geometrici e floreali di indubbia finezza artistica.
Oltre all'insegna della gerarchia ecclesiale, si legge la seguente iscrizione:
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Non ci sono navate laterali, ma solo due piccole cappelle laterali, vicino all'entrata.
La prima, a sinistra, è consacrata a "Santa Rita" e possiede uno stupendo Altare in marmo policromo del '700 con i cartigli marmorei gentilizi recanti i nomi dei donatori ed un dipinto raffigurante "San Giuseppe" col Bambino. La cappella è illuminata da una finestra strombata nella cui vetrata è raffigurato "San Francesco d'Assisi".
La seconda, a destra, era l'antica Cappella dei Re Magi. Consacrata successivamente a "Gesù Cristo in croce", è stata adibita a cappella delle confessioni; vi si trova uno splendido fonte battesimale avente forma di poligono irregolare in stile moderno. La volta è a crociera.
Nella Sagrestia vi è posto un "Casserizio" ligneo risalente al 1721 (armadio in cui vengono riposti i paramenti e gli oggetti sacri) detto "casciarizzu" e recante una bella raffigurazione pittorica di "San Francesco d'Assisi" nella porticina centrale.
Sotto la Chiesa vi è una piccola Catacomba (chiusa al pubblico) in cui sono sepolti i resti dei Frati Cappuccini.
L'attiguo Convento (ancora abitato dai Frati) ospita la Biblioteca Provinciale dei Frati Cappuccini, ricca di manoscritti sacri e no.
L'Altare
L'Altare Maggiore presenta l'opera d'arte più importante; esso è composto da un mirabile Tabernacolo in legno con intarsi in madreperla e tartaruga che forma una figura simile a un tempio elevato su due ordini recante al centro in basso l'apertura del tabernacolo (un'opera simile la si può ammirare nella Chiesa dei Cappuccini ubicata nella vicina città di Avola).
Lateralmente, in nicchie riquadrate, vi sono statuine intagliate dei SS. Pietro e Paolo e due figure femminili allegoriche. Nella nicchia centrale la bella statua della Vergine Immacolata.
Sopra il pregevole Tabernacolo ligneo vi sono tre dipinti; quelli laterali raffigurano "Sant'Agata" e "Santa Lucia", mentre in quello centrale troneggia la "Madonna dei Pericoli" (seconda metà del XVII secolo e opera miracolosamente scampata al terremoto del 1693, prima attribuita a Mattia Preti e poi recentemente ritenuta realizzata da fra Domenico da Palermo).
Nelle nicchie, ai lati dell'altare, troviamo le statue di S. Antonio Abate e di S. Lorenzo da Brindisi.
Epigrafi
Nella chiesa sono presenti anche molte lapidi con le epigrafi sepolcrali dei personaggi più illustri che vollero essere seppelliti nella cripta. Ricordiamo Giovanni Solariega de Isturiz, figlio del governatore della piazza, morto nel 1699, esponenti della famiglia Borgia Capece Minutolo, il marchese di Terresena ma soprattutto illustri personaggi della famiglia Gargallo, di cui è presente il Sepulcrum Gargallorum, dove volle essere seppellito il barone Giuseppe F. Gargallo, che morì il 18 dicembre 1801 all'età di 77 anni e volle essere inumato con l'umile saio francescano. In sua memoria gli eredi nel 1804 costruirono un altare di marmo.

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