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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa Maria Santissima della Catena

Chiesa Maria Santissima della Catena

Via Niscemi



Non si conosce la data di costruzione della chiesa della Madonna della Catena, originariamente denominata chiesa di santa Margherita dal nome originario della contrada in cui sorse. La sua esistenza è documentata nel 1608 quando viene visitata dal vescovo di Agrigento.
Nel 1730 Michele Pulci, divenuto proprietario del fondo e della chiesa, la ricostruì ampliandola e le cambiò la denominazione dedicandola alla Madonna della Catena (con tale denominazione la troviamo citata nell'elenco delle chiese della città di Caltanissetta redatto dal canonico Riva nel 1730). In occasione della realizzazione di una nuova statua lignea della Madonna del Carmelo, la vecchia statua in gesso e ceramica, esistente nella chiesa dei Padri Carmelitani, fu trasportata nella chiesetta rurale appena costruita e, sostituito l'abitino del Carmelo, che la Vergine reggeva, con una catena, simbolo di liberazione per i devoti, la chiesa assunse l'attuale denominazione.
Intorno al 1750 il sacerdote Michele Ammigliore Calafato fece costruire la sagrestia e la cantoria che ospitava un piccolo organo. Il sagrato fu circondato da mura e furono collocati dei sedili.
Nella seconda metà dell'Ottocento, dopo l'esproprio del fondo da parte del Comune per pubblica utilità, la chiesa restò affidata alla Curia Vescovile; alla famiglia Morillo fu mantenuto il diritto di sepoltura: "qui giace il cav. Francesco Morillo, barone di Trabonella e senatore del regno." Nel 1896 la chiesa fu restaurata, come si evince dalla lapide posta sulla facciata: "Restaura da Giuseppe Lupo I° aprile 1896".
Nel primo quarto del XX secolo l'altare di gesso e pietra fu sostituito con un altare ligneo.
Nel 1949 la chiesa fu restaurata, come si evince dalla lapide posta sulla facciata: "Restaurata anno 1949 dalla moglie Beatrice e dai figli Maria. Beatrice, Rosa, Giovanni, Giuseppe e Salvatore Lupo in memoria dell'amato sposo e padre Giuseppe morto in New York U.S.A. il 15 11 1937". Probabilmente fu ampliata con un vano laterale.
Nel 2016 la chiesa è stata restaurata: è stato revisionato il manto di copertura e la guaina bituminosa è stata sostituita con onduline; sono state collocate grondaie e pluviali. E' stato realizzato un'intercapedine per allontanare e convogliare l'acqua proveniente dal piazzale laterale sinistro. Sono state ripristinate le lesioni interne e rifatto l'intonaco fino all'altezza di cm 150. Sono stati realizzati due servizi igienici dietro la sagrestia.

Posizione
Sorta in origine come chiesetta rurale, edificata all'esterno del perimetro urbano, in prossimità del convento dei padri Cappuccini, sulla strada che portava ad Agrigento, si trova attualmente inserita all'interno dell'abitato sul versante meridionale della città, al di sotto del "Belvedere" che conclude viale Regina Margherita, in via Niscemi.

Descrizione
Il prospetto, a schema rettangolare affiancato dal campanile, è delimitato da lesene individuanti due spazi longitudinali differenziati cromaticamente dal resto della facciata e sormontate da un modesto cornicione su cui sono posti quattro elementi decorativi in pietra; i due centrali sono raccordati da volute alla sfera centrale reggente la croce.
Il portale, ad arco a tutto sesto è sormontato da frontone triangolare spezzato, sovrastato dauna finestrella circolare. Una piccola torre campanaria affianca la chiesa e sulla parte basamentale del campanile è posta un'acquasantiera e due lapidi ricordano due interventi di restauro avvenuti nel 1896 e nel 1949.
L'aula è decorata esclusivamente da una cornice in corrispondenza dell'imposta della volta a botte ad arco ribassato. La nicchia ad arco a tutto sesto contenente la statua della Madonna della Catena è sormontata da un fregio con frontone triangolare. Quattro passaggi posti nella parete sinistra dell'aula consentono l'accesso al vano attiguo, a due livelli. Si accede alla sagrestia, con la casa canonica al secondo livello, dall'apertura del presbiterio.Il prospetto a valle è realizzato interamente in pietra.




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