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::Cattedrale di Maria SS. Assunta a Troina » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa Madre

Chiesa Madre

Piazza Conte Ruggero



Durante il periodo normanno, nel 1060, Troina fu scelta dal Conte Ruggero I per la conquista dell'isola come roccaforte fra le montagne che dominano le ampie vallate circostanti, con l'intento di proteggere le istituzioni in essa insediate prima soggette alle frequenti incursioni e occupazioni saracene. Riconquistata nel 1062, si iniziò la costruzione della prima Cattedrale,dedicata alla Vergine nominando vescovo il normanno Roberto, e della rispettiva diocesi.
L'amministrazione ecclesiastica si estendeva su un vasto territorio che comprendeva <l'area dei Peloritani, Nebrodi e delle Madonie, da Messina alla stessa Troina fino a Taormina da un lato e da Rametta, Milazzo, Sinagra, Naso, San Marco d'Alunzio, Mistretta a Gagliano Castelferrato, Sperlinga, Tusa, Geraci Siculo, Petralia Soprana e Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Cefalù, Collesano, Caltavuturo, Sclafani Bagni».
Nel 1080 l'«urbs Trayna felix» venne eletta capitale comitale per il ruolo ricoperto durante la fase di conquista.
La chiesa, più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, doveva presentarsi come un connubio di elementi militari e religiosi, divisa in tre navate con absidi semicircolari.
L'abate Rocco Pirri documenta la permanenza della cattedra vescovile presso Troina fino al 1090, termine entro il quale è ristabilita la sede di Messina.
L' imponente torre campanaria normanna in pietra arenaria, completata nel '500, è l'attuale campanile della Chiesa Madre dedicata a Maria Santissima Assunta e ne domina il prospetto.
La chiesa si presenta su un piccolo sagrato con una facciata barocca a due ordini accordati da volute.
La costruzione, che ha subito tre profonde ristrutturazioni:
- nel '400 quando le absidi semicircolari scomparvero e fu ristretto l'impianto delle tre navate;
- nell'età tardo barocca;
- intorno al 1927.
Le date incise sull'architrave 1785 - 1927 documentano, infatti, l'anno di ricostruzione del prospetto interamente rifatto con conci squadrati di calcare bianco e l'anno relativo agli ultimi restauri.
Oggi la chiesa ha ormai poco del bellissimo edificio originario costruito dai normanni. La facciata infatti è in stile neoclassico, anche se l'impianto originario è normanno, e l' interno, a tre navate con transetto aggettante e absidi quadrate, non presenta uno stile unitario. La volta è a botte e all'incrocio dei bracci del transetto si erge la cupola su tamburo ottagonale. L'aula è decorata con stucchi liberty in colori pastello.
La chiesa, all'interno, è un vero e proprio museo e custodisce ori e argenti. Vi si trovano sei dipinti di Giuseppe Velasquez, tavole bizantine, antichi arredi e paramenti sacri, un paliotto della fine del secolo XVI ed il tesoro, che comprende un pastorale smaltato del XIV secolo. Le opere di maggior pregio sono il sigillo e il bacolo abbaziale.





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