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Chiesa Madre - Marsala
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa Madre - Marsala

Chiesa Madre - Marsala


La chiesa sorge sulla piazza centrale della città. Dalla salda facciata manieristico barocca, custodisce numerose opere scultoree dei secoli XV e XVI e conserva un organo a 4.317 canne.
Di pregevole fattura è l'icona marmorea posta nella cappella a sinistra del presbiterio raffigurante, in venti pannelli, l'Annunciazione, scene della vita e della passione di Cristo, gli evangelisti e i santi Crispino e Giuseppe.
La costruzione della Chiesa Madre o Madrice risalirebbe al periodo normanno (1176). Secondo una leggenda, una nave che portava in Inghilterra delle colonne corinzie, per edificare una chiesa in onore di San Tommaso di Canterbury, trascinata da venti contrari approdò a Marsala. I cittadini pensarono ad un segno della volontà celeste e così utilizzarono quelle colonne per un tempio in onore del santo inglese.Più verosimile è che il culto di Tommaso Becket sia stato diffuso in Sicilia da Giovanna Plantageneta, figlia del re d'Inghilterra Enrico II, la quale volle espiare le colpe del padre accusato di aver fatto uccidere il vescovo mentre celebrava la messa, facendo così consacrare al santo alcune chiese in Sicilia. Poiché Giovanna nel 1177 giunse nell'isola per sposare Guglielmo II e il suo regno terminò nel 1189 con la morte del marito, è probabile che la Chiesa Madre di Marsala fu consacrata tra queste due date.Scarsi sono i documenti per definire le vicende della costruzione dell'edificio nel medioevo. Per tutto il XVI secolo, fino al 1590, fu ingrandito per ben tre volte, ma gli sforzi per poter disporre di una grande chiesa non furono sufficienti e così nel 1607 il consiglio civico decise di costruire un edificio ancora più ampio.
I lavori andarono molto a rilento e subirono numerose vicissitudini fino al 1827, anno del completamento della cupola che però era tanto pesante da ingenerare negli anni forti preoccupazioni sulla sua tenuta. Il 9 febbraio 1893, infine, la cupola crollò provocando ingenti danni collaterali.
Subito iniziarono i lavori di ricostruzione e la chiesa fu riaperta al culto nel 1903 seppure con una copertura provvisoria. Ma la crisi economica e le due guerre mondiali fecero passare in secondo piano l'idea di ricostruire la cupola. Solo nel 1947, grazie all'iniziativa di Monsignor Pasquale Lombardo, un marsalese emigrato in America ai primi del '900, la cupola fu costruita e completata nel 1951.
Nel corso dei secoli, la Chiesa Madre ha accolto, nei suoi altari e nelle sue cappelle, dipinti del XVII e XVIII secolo, sculture e oggetti sacri, anche provenienti da chiese distrutte o sconsacrate, attraverso i quali è possibile tracciare un profilo della cultura artistica siciliana dal XV secolo in poi.Importante è stata la presenza e l'opera di Domenico Gagini e del figlio Antonello, che hanno introdotto nell'ambiente gotico-fiorito siciliano i nuovi temi rinascimentali. E la fortuna commerciale della bottega gaginesca ebbe l'effetto di attirare numerosi artisti provenienti dal Nord d'Italia.
La visita all'interno della Chiesa Madre è confortata da accurati pannelli didattici.

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