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Chiesa Madre - Maria SS. del Rosario
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa Madre - Maria SS. del Rosario

Chiesa Madre - Maria SS. del Rosario


Alla fine del 1624 a pochi metri del Castello dei Ventimiglia, al centro del paese, don Tommaso Bellacera, Marchese di Regalmici, fece costruire una cappella dedicata a Santa Rosalia, in ringraziamento dello scampato pericolo della peste che aveva colpito la Sicilia.Successivamente nel 1676 donna Maria di Bellacera Vanni, Marchesa di Regalmici fece costruire,nel , intorno al 1685 accanto all'Oratorio di Santa Rosalia, una chiesetta a cui diede il titolo di Maria SS. del Rosario, e poi col consenso dell'Arcivescovo di Monreale vi fondò una cappellania sacramentale riservandosi il diritto di patronato come per atto del 12 Dicembre 1688, presso il notaio Benedetto Coppola e Messina di Palermo.La Cappellania fu eretta in Arcipretura parrocchiale nel 1751. La chiesetta fu per la prima volta ampliata e restaurata nello stesso anno e poi nel 1862 fu accresciuta così come oggi la vediamo.La Chiesa si presenta maestosa per il suo aspetto. La facciata principale presenta delle colonne sormontate da capitelli e da quattro statue.
L’edificio sacro a croce latina, con tre navate,di cui la centrale abbastanza grande, porta le dimensioni di metri 33 per metri 16,50 e conta cinque altari di marmo e ben dieci cappelle dedicate alla Madonna del Rosario, all’Addolorata, a Sant’Anna, a San Biagio Vescovo, a Sant’Andrea, a San Giuseppe, all’Immacolata.Nel presbiterio sopra l’altare maggiore in una cappella rivestita di marmi pregiati si conserva un gioiello di inestimabile valore, la miracolosa icona del SS. Crocifisso che poggia su una croce lignea in noce, rivestita con fasce di pietra agata .La cappella è stata rinnovata nel 1933, in occasione del XIX centenario della Redenzione. Ai lati del Crocifisso sono collocate due meravigliose tele attribuite comunemente a Giuseppe Carta ma forse dipinte da Antonio Caponetto nel 1863: una raffigurante Mosè con una verga in mano nell'atto di percuotere la roccia e far sgorgare l'acqua, per dissetare il popolo; l'altra l'imperatore Costantino Il Grande prima della battaglia del 330 d.c. con il suo esercito. Ignoti sono l’epoca e l’autore del Crocifisso, anche se per l’elaborazione espressiva e finitura pittorica si può ascrivere al tardo seicento. Nel presbiterio c’è un organo, costruito dal maestro Pietro La Grassa di Palermo.
Il coro è costruito in legno di noce di Napoli con due ordini di sedili per lato di 15 posti ciascuno opera dell’ebanista Salvatore Falcone e dello scultore Salvatore Raineri.
Dello stesso stile è il pulpito scolpito dallo scultore Francesco Minucilla. Degna di menzione è la tela che raffigura Sant’Andrea Apostolo, del 1756.Gli stucchi che adornano la volta della navata centrale, retta da sei colonne monolitiche e da archi romanicie del presbiterio, sono opera di Antonino Caponetti, mentre le decorazioni ed i 15 dipinti su tela, raffiguranti i Misteri del Rosario, sono opera di Giuseppe Carta.
Nella Chiesa Madre operano alcune congregazioni: il SS. Sacramento, il Crocifisso, l’Immacolata.

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