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Castello di Grassuliato o "Castiddazzu"
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::Castello di Grassuliato o "Castiddazzu" a Mazzarino » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Castello di Grassuliato o "Castiddazzu"

Castello di Grassuliato o "Castiddazzu"




La fortezza, di origine romano-bizantina , è situata su una altura a circa 354 metri sul livello del mare, ad Est di Mazzarino, da cui dista 6 Km.
Venne distrutta nel 1162 e ricostruita subito dopo. E' circondata da mura merlate ed è dotato di aperture a sesto acuto, di un sotterraneo e di cisterne per la raccolta delle acque. Attorno alla rocca appaiono i segni più antichi di una civiltà anteriore che affonda le radici nella più lontana civiltà greco-sicula. L'agglomerato di Grassuliato, attorno al castello e ad esso addossato, non doveva essere molto esteso, diventò prestigioso caposaldo nel sistema difensivo creato dai Mussulmani e importante centro militare-politico, amministrativo e religioso, non solo mussulmano ma anche cristiano(così come ce lo attesta più tardi un diploma di Papa Alessandro III).
Dopo l'occupazione araba e nella successiva ricostruzione normanna delle vaste proprietà feudali, Grassuliato ci appare come una prospera terra ferace. viene livellato agli altri centri abitati, ma la sua forte rocca, con l'istituzione della Contea Aleramica nell'interno, da Falconara sul mare, Butera, Mazzarino, Barrafranca, Piazza, Aidone, fino a Paternò ed oltre, diventa ben presto un caposaldo importante nel sistema articolato della vasta contea, riprendendo la sua importanza, cosicché la vediamo nei documenti del tempo ed in quelli successivi, mantenere ancora per molto questa sua preminenza ed importanza fino all'inizio di una nuova era, quando la fortezza perderà la sua funzione ormai inutile e dai suoi signori verrà incrementata la vicina terra di Mazzarino.
La fortezza infatti gradatamente decade nel XV secolo e scompare definitivamente agli inizi del successivo sia per la preferenza a siti più comodi, sia per l'avvento delle artiglierie, che rendono ormai inutili i siti inaccessibili.
Il nome di Grassuliato appare per la prima volta nel 1091, una donazione di un "Salomon de Garsiliat" alla chiesa di S. Maria della Valle di Giosofat, in una lunga lista di donatori, tra cui Enrico "de Butera", il capostipide degli Aleramici, un "Girondus de Mazarina" ed un "Girbaldus de Comacina" (Barrafranca), Di Salomon de Garsiliat si parla ancora, in un successivo documento del 1098, dove sembra figlio di un "Guigone de Garsiliat ".




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