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::Castello Scammacca a Acireale » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Castello Scammacca

Castello Scammacca

Via Tupparello,2



Il castello Scammacca si trova in piazza Agostino Pennisi, ad Acireale nei pressi della vecchia Stazione di Acireale . Così chiamato dai baroni Pennisi di Floristella perchè eretto su un vigneto un tempo appartenente ai baroni Scammacca sul finire dell' 800 sul progetto dell' architetto palermitano Giuseppe Patricolo come dimora di villeggiatura.
È tutt'oggi illeggiadrito da merlature ed archi ogivali cari allo stile neogotico. Al suo interno vi è un'elegante cappella con affreschi di Giuseppe Sciuti (1905) e all'esterno è preceduto da un bel giardino ricco di alberi e fiori.
Divenne residenza tedesca intorno al 1939 (probabilmente in affitto, ma forse senza retribuzione), e venne usata come alloggio e a scopo di rappresentanza. Nei suoi ambienti vennero ospitati diversi personaggi noti dell'esercito tedesco, tra cui i generali Rommel e Von Ribbentrop, oltre che numerosi spettacoli e concerti. In generale, i rapporti con la cittadinanza locale potevano dirsi buoni. La struttura fu curata in maniera efficiente e non ospitò macchinari né veicoli bellici fino all'effettivo scoppio della guerra.
Nel 1941, con l'arrivo della Luftwaffe sul territorio, il castello divenne sede del comando tedesco, di una base di controllo radiofonico aereo e un'officina bellica (un magazzino vinicolo nelle campagne della proprietà fu adibito alla manutenzione e riparazione di aerei tedeschi). Probabilmente per questo motivo la zona fu più volte obiettivo di bombardamenti inglesi dal cielo e dal mare, che però lasciarono indenni il castello e lo stabilimento poiché la posizione del capannone (obbiettivo dei bombardamenti) era ignota e ben mimetizzata.
Il Castello Scammacca venne sgomberato poco prima dell'arrivo delle truppe inglesi, l'officina venne data alle fiamme insieme ad un deposito sotterraneo (un sottopasso che collegava la proprietà ai vecchi possedimenti degli Scammacca oltre i binari della Messina-Catania), ma il castello, fortunatamente, rimase intatto.
Alcuni cittadini tuttavia, fecero irruzione nell'edificio dopo lo sgombero, saccheggiando il rimanente e vandalizzando in parte la struttura, che comunque fino ad oggi si mantiene in buono stato.
Dopo la morte di alcuni dei discendenti del Barone Agostino Pennisi Statella il castello è attualmente disabitato. L'obbiettivo del Barone era renderlo un centro culturale ove dar luogo a mostre ed eventi che potessero anche mettere in risalto la sua collezione numismatica (oggi conservata a Siracusa).
Al castello sono state girate alcune scene dei film Il padrino (parte III) e Malizia.




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