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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Casa-museo-Verga

Casa-museo-Verga

Piantina



La Casa natale un appartamento al secondo piano di un palazzo ottocentesco, è la dimora in cui Verga trascorse la sua infanzia e risiedette per lunghi periodi circondato dai familiari e dagli amici più cari. Dopo la morte di Giovannino Verga Patriarca, erede dello scrittore, la casa venne acquistata dalla Regione Siciliana ed aperta al pubblico dopo il restauro.
Al suo interno sono custoditi gli arredi ed i libri che appartennero a Giovanni Verga. Tra gli oltre 2600 volumi figurano opere di Giacosa, Oriani, Rod, Capuana, Di Giacomo, Deledda, Marinetti, Borgese, Villaroel, nonché di autori russi e francesi come Turgenev, Dostoevskij, Tolstoj, Gorkij, Flaubert, Maupassant, Dumas, Zola.
Dopo la scomparsa dello scrittore, alcuni decenni più tardi, in via S. Anna fu ritrovato quanto rimaneva della passione pionieristica del Verga per la fotografia.
Le lastre e le pellicole (oggi raccolte in una collezione privata) svelano un interesse documentario che, anche se casuale, certo non si discosta dall'ideologia verista.
Le fotografie ritraggono soprattutto volti familiari allo scrittore: la madre, i fratelli, gli zii, i nipoti, ma anche i contadini che lavorano per la famiglia Verga, nelle campagne di Tébidi, a Vizzini. L'interesse per la fotografia (tecnica che nella seconda metà dell'Ottocento coinvolse intellettuali della buona borghesia in un hobby, per l'epoca, decisamente d'èlite) accomunò Verga, Capuana e De Roberto, rendendoli artefici di sperimentazioni non prive di interesse.

Percorso

1. L'ingresso. Nella sala d'ingresso ci sono una scrivania che lo scrittore aveva con sé nel soggiorno milanese e, nella parete di fronte, un'incisione di Francesco Di Bartolo da "Gli Iconoclasti" di Morelli. Da destra si accede all'antico salotto.

2. Il salotto. Un'ampia stanza oggi arredata con bacheche che espongono riproduzioni di manoscritti verghiani (gli originali sono custoditi presso la Biblioteca universitaria regionale di Catania).
Sulla parete destra, una cornice datata 2 settembre 1920 racchiude un diploma con decorazioni floreali e soggetti campestri dipinti da Alessandro Abate, donata allo scrittore, in occasione del suo ottantesimo compleanno, dai soci del Circolo Unione (in via Etnea, angolo via Carcaci), meta delle quotidiane passeggiate dell'ultima stagione . In un angolo un busto di gesso brunito del Verga, opera dello scultore Bruno (copia dell'originale in bronzo ubicato al Convitto Cutelli) e, su un tavolino, in un cofanetto di mogano , una maschera di cera, eseguita nel 1863, che riproduce il volto di Giovan Battista Verga Catalano, padre dello scrittore.

3. La biblioteca. Sei librerie di noce scuro riccamente intagliato custodiscono i duemila e trecento volumi personali di Giovanni Verga. BibliotecaI dorsi in pelle e le rilegature di vario colore con le scritte in oro, hanno il fascino discreto e l'eleganza dell'editoria ottocentesca: su alcuni spiccano ancora le iniziali dorate "GV". I volumi di d'Annunzio affiancano quelli di Marinetti. Con Capuana De Roberto, con Fogazzaro Campana, con De Amicis Lucini, con Borgese D'Ambra. Ben presente la produzione teatrale e quella dialettale dal Maura (recuperato dal Capuana) al Meli, e ancora Belli, Di Giacomo, Porta, Russo, Di Giovanni, Martoglio. Di Pirandello soltanto Il fu Mattia Pascal. Non mancano i francesi, Flaubert, Daudet, Maupassant, Zola, Rod, i fratelli de Goncourt e i russi, Dostoevskij, Gogol, Gor'kij, Puskin, Tolstoj, Turgenev, frequentati nella traduzione francese.
Molti volumi recano la dedica autografa degli autori ora affettuosa, ora scherzosa, ora rispettosa, ora ammirata. Tra le numerose dediche di scrittori del secolo scorso, vanno ricordate quelle di Luigi Capuana, testimonianza di un sodalizio affettivo e culturale destinato a rimanere memorabile nella nostra letteratura.
Al centro della stanza, sotto un elegante lampadario che un tempo funzionava a petrolio, vi è un robusto tavolo di noce intagliato, sul cui piano di panno blu giacciono un tagliacarte di porcellana, un tampone, la riproduzione della campana di Rovereto in terracotta con miniature eseguite dalla Contessa Dina Castellazzi di Sordevolo,che dal 1889 sarà la compagna dello scrittore, il calco in bronzo delle sue affusolate mani, opera di Felici, con le dita delicatamente piegate e mollemente adagiate.
Alle pareti, sopra la libreria, il ritratto ad olio dello scrittore eseguito da Amedeo Bianchi che guarda, sulla parete di fronte, quello del un'immagine di Antonino Abate, precettore del Verga; su di un mobile, un bassorilievo di ottone su lastra di marmo bianco, opera di Nicolini, che riproduce l'Etna, i Templi greci, il mito, con la dedica della cittadinanza di Catania allo scrittore in occasione delle celebrazioni per il suo ottantesimo compleanno:" A Giovanni Verga luminoso interprete e significatore dell'anima siciliana romanzatore principe della Nuova Italia nel LXXX anno bene augurando i concittadini orgogliosi".
Vicino al balcone l'alto leggio-scrittoio dove si vuole che Verga lavorasse in piedi.

4. La camera da letto. E' un grande ambiente con salottino e caminetto, diviso in due sale da ampio architrave su mensole. camera da lettoVi troviamo: un trumeau, un camino rivestito di noce sormontato da specchio, posto tra due porte che negli stipiti superiori recano dipinti di gusto neoclassico, un armadio a tre ante con specchiera che custodisce cinque abiti da cerimonia, due cappelli, una tuba ed una bombetta, una cappelliera. E ancora: uno scrittoio, il letto da scapolo ed il comodino su cui la notte della scomparsa (27 gennaio 1922) giaceva l'ultimo libro ricevuto in dono, il Natio borgo selvaggio di Ferdinando Paolieri, sul libro la lente da presbite, una residua candela nella bugia di porcellana bianca.
Alle pareti della stanza da letto, inframezzata da numerose aperture, vi sono ritratti della cognata Ersilia Patriarca, moglie del fratello Pietro, ritratti del padre e dello zio Salvatore Verga Catalano, dei Di Mauro e, insieme, sopra una losanga di velluto rosso, cinque piccole foto della madre, del padre, del fratello, della sorella e di mamma Vanna, la vecchia zia spesso ricordata nelle lettere del soggiorno fiorentino del 1869. Due fotografie incorniciate, opera di Michele Guaita, raffigurano il Verga, con bombetta e bastone, e il nipote Marco.

5, 6, 7, 8.Attraverso un piccolo ambiente, oggi arredato con un vecchio divano, una stufa, e alle pareti il ritratto del nonno Giovanni Verga Di Stefano e riproduzioni fotografiche di dipinti di Velàsquez, Rembrandt e Murillo, si giunge ad un'altra stanzetta con lettino in ferro battuto, un comodino e una cassettiera, due disimpegni e alle pareti due incisioni di Francesco Di Bartolo e una di Eleuterio Pagliaro.

9. La stanza da pranzo.La sobria sala è arredata da un dipinto di Calcedonio Reina del 1897, pittore e poeta contemporaneo di Giovanni Verga, amico del Di Bartolo e di Mario Rapisardi, dalla foto di un autoritratto di Rembrandt, dal tavolo e da tre credenze di noce di cui una contiene mimetizzato uno scendivivande, dotato di un campanello e collegato con la cucina del piano superiore.

Dopo quasi vent'anni d'oblio, l'11 gennaio 1940, Casa Verga è dichiarata monumento nazionale. Il 5 marzo 1960 il Comune di Catania delibera un contributo annuo di un milione e mezzo di lire e di due milioni una tantum per spese d'impianto. Poi ancora silenzio.
Il 23 febbraio 1980 la casa è stata acquistata dalla Regione Siciliana per 140 milioni. Quattro anni dopo, grazie allo stanziamento di 170 milioni, è stata restaurata e aperta al pubblico. Un primo restauro lo scrittore vi aveva apportato con i proventi ricavati dalla transazione della causa contro Mascagni-Sonzogno per i diritti di Cavalleria rusticana.

Ubicazione: Via S. Anna, 8
Provincia : Catania Comune : Catania
Tel. : 095 7150598
Da piazza Duomo si percorre la via Garibaldi, per circa 500 metri, la seconda traversa a destra, dopo piazza Mazzini è via S.Anna.

Orari ingresso : da martedi' a sabato dalle 9,00 alle 12,45 e dalle 15,15 alle 18,30
Biglietto singolo intero : 4,00 €
Biglietto singolo ridotto:2,00 €
Note: Visite guidate tel. 095 7150598

Approfondimenti: Giovanni Verga, romanziere e novelliere è uno dei maggiori rappresentanti del verismo o naturalismo italiano. I suoi primi romanzi vengono pubblicati in un clima letterario ancora fortemente influenzato dalla produzione manzoniana e scottiana e dalle teorie del naturalismo francese, che trovano consensi anche tra i letterati del nostro Paese. Verga e Capuana furono considerati i capiscuola del verismo: al Capuana viene riconosciuto il merito di aver elaborato la teoria dell'impersonalità e dell'oggettività, ma appartengono sicuramente a Verga le opere più significative della stagione verista, opere non sempre di facile comprensione per i lettori del tempo. I personaggi verghiani (pescatori, contadini, piccoli artigiani) si muovono in una realtà poco conosciuta ai più, caratterizzata da aspetti fortemente regionalistici e da una lingua che inaugura nuovi schemi sintattici e non disdegna l'uso di espressioni dialettali. A dispetto delle perplessità iniziali della critica del tempo, la narrativa verghiana fa senz'altro parte ancora oggi dei ricordi letterari di ciascuno di noi e, tradotta in tutte le lingue, è stata rappresentata nei migliori teatri e ha sedotto anche il cinema con personaggi indimenticabili.




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