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Bevaio della SS. Trinita
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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Bevaio della SS. Trinita

Bevaio della SS. Trinita


Il "Bevaio della SS. Trinità" venne realizzato negli ultimi decenni del Cinquecento dal maestro di origine napoletana Pietro Tozzo, come risulta dai pagamenti a suo conto effettuati il 23 gennaio 1586 e il 31 maggio dell'anno successivo dai giurati della città.
Il monumentale abbeveratoio sorse alle porte del paese, ai piedi del castello ed è ubicato in corrispondenza della via che conduce ai pascoli demaniali delle montagne attorno a Geraci; deve il suo nome all'antica chiesa della SS. Trinità (attestata fin dall'XI secolo), che un tempo sorgeva su una collinetta sul sito dell'attuale giardino pubblico.
L'ammirevole opera venne fatta costruire dal Marchese Simone Ventimiglia. Realizzata in pietra da taglio, è costituita da una vasca lunga ben 20m con due fontane laterali in pietra da taglio con quattro orifici che riversano le acque in eleganti coppe di arenario per indi riversarle nella vasca centrale.
Le due fontane presentano una forma a torretta con sommità piramidale che recano gli emblemi dell'Universitas di Geraci; nella parete centrale, coronata con una cornice merlata a coda di rondine, è posto invece il cimiero dei Ventimiglia (un leone rampante sull'elmo che brandisce la spada con le zampe anteriori, mentre le zampe posteriori sono coperte da un elmo). Sulla facciata di ciascuna torretta vi è uno stemma con tre strisce orizzontali e tre stelle, sottostanti a questi due mascheroni. Sicuramente si tratta di uno stemma raffigurante le "Tre Contee Normanne e le tre stelle hanno sostituito i tre fiori originari". La costruzione sinistra è fiancheggiata da motivi decorativi floreali, quella di destra da un vaso di fiori. La struttura originaria era più elevata.
Da fonte popolare molto attendibile risulta che la struttura fu abbassata nel periodo fascista per renderla funzionale come abbeveratoio per gli animali.
Tra il Bevaio e il Castello stava una piccola chiesetta detta della "Trinità", nei cui privilegi leggevasi:"ROGERIUS DE BARNAVILLA, ASSENTIENTE ELIUSA UXORE DEDIT IN TERRITORIO GIRACII IN SICILIA ECCLESIAM SANCTAE TRINITATIS CUN TERRIS VINCIS ET SEX VILLANIS".
Oggi non esiste più, sorge al suo posto tra un magnifico verde la "Villetta Comunale SS.Trinità".
Dal Bevaio, percorrendo l'acciottolata Via Biscucco e inerpicandosi tra le viuzze strette, si giunge al Castello dei Ventimiglia.

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