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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Altre chiese di Contessa Entellina

Altre chiese di Contessa Entellina


Molte sono le chiese aperte al culto a Contessa Entellina, nei borghi e nelle contrade rurali. Fra gli edifici monumentali si annoverano le chiese di rito bizantino di modello architettonico orientale: con icone, l'iconostasi, mosaici e paramenti sacri ortodossi.
Chiese dei borghi ERAS, costruiti tra il 1950 ed il 1960.
Nel borgo rurale Pizzillo si trova la chiesa rurale a navata unica, attualmente sede della Comunità Trinità della Pace.
La Chiesa "Regina del Mondo", sede della parrocchia, costituita nel 1958 nel borgo rurale Piano Cavaliere. E' a navata con annessa la casa parrocchiale.
Nel borgo rurale Castagnola è stata aperta al culto nel 1990 la chiesa dedicata a S. Antonio Abate, costituita da una sola navata con iconostasi. Afferisce alla parrocchia greca.
La Cappella rurale di S. Calogero si trova nella contrada omonima, sulla strada provinciale, che porta verso Sciacca. Afferisce alla parrocchia greca.
La cappella dedicata alla Madonna del Balzo si trova in via S. Nicolò, contrada Cabina. Vi si recita il rosario in dialetto siciliano nella prima quindicina di agosto ed il parroco greco vi celebra la Divina Liturgia il 16 agosto. La sera del 14 agosto il clero ed i fedeli di rito greco, terminata l’Ufficiatura del Vespero nella chiesa della Madonna della Favara, si recano in questa cappella per il canto di una parte della “Paraclisis”, speciale e antica ufficiatura bizantina in onore della Madonna.
La piccola cappella dedicata a S. Giuseppe si trova all'interno del "Parco delle Rimembranze",vicino al cimitero. Costruita nel 1927 col contributo dei contessioti emigrati a New Orlèans (USA), è stata recentemente restaurata.
La chiesa di S. Rosalia, a navata unica, fu costruita alla fine del secolo XIX da Epifanio Viviani, nelle vicinanze di una edicola votiva dedicata alla santa protettrice di Palermo. Nella prima quindicina di luglio, nel tardo pomeriggio, vi si recita il rosario in dialetto siciliano. Afferisce alla parrocchia latina, con riserva di patronato a favore degli eredi di Epifanio Viviani.
Nel cimitero di Contessa si trovano oltre alla cappella comunale anche le cappelle delle varie Congregazioni (Madonna della Favara; S. Giuseppe; Immacolata) ed alcune cappelle private.
La chiesa di SS. Pietro e Andrea mai realizzata, anche se progettata e finanziata con i fondi della ricostruzione post-terremoto, doveva essere costruita nella "Zona di Trasferimento" di Contessa Entellina. Sia gli amministratori comunali sia il clero non hanno però preso in seria considerazione le esigenze religiose della comunità residente nel nuovo quartiere (oltre il 50% dei contessioti) ed i fondi sono stati destinati ad altri interventi, vanificando le aspettative di molti fedeli ed in particolare degli anziani, dei bambini degli invalidi e di quanti hanno difficoltà a raggiungere le chiese di Contessa, tutte ubicate nel vecchio centro urbano.
La più antica chiesa, di cui si hanno notizie è Shën Koli di te Muzgat. Questa era in effetti una cappella medioevale, nel 1308 affidata ad un sacerdote di nome Benedetto, distrutta unitamente al casale da una frana che travolse e distrusse l’insediamento della contrada Musiche. Al riguardo in particolare si tramanda che, alla vigilia di eventi nefasti (frane, terremoti, inondazioni, ecc.) si sente il suono della campana della chiesetta, che fu travolta dalla frana unitamente alle poche abitazioni circostanti (kumbora di te Muzgat). Non si sente fisicamente il suono della campana, ma si prova questa sensazione, come segno premonitore di eventi catastrofici imminenti. Nel documento “Rationes Decimarum Italiae” (Ed. Pietro Sella, Studi e Testi n.112 - Città del Vaticano, 1944), nella parte riguardante la Sicilia (al n.1487, p.111) è riportato che, nei secoli XIII e XIV, un sacerdote di nome Benedetto, per gli anni 1308-1310, per le due chiese del casale di Contessa (S. Maria e S. Nicola) pagò quattordici tarì. Quindi prima della ricostruzione del casale, da parte degli Albanesi, esistevano a Contessa due chiese ed una era dedicata a S. Nicolò.

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